Identificazione dei bersagli molecolari per l’eradicazione dell’epatite virale cronica

Oltre 300 milioni di persone al mondo sono infettate cronicamente con il virus dell’epatite C (HCV) o dell’epatite B (HBV). La complicanza più indesiderata dell’epatite cronica è la cirrosi del fegato, che a sua volta può portare a insufficienza epatica e carcinoma del fegato. Si stima che,globalmente, oltre un milione di persone muoiono ogni anno dalla malattia cronica di fegato causata da infezioni da virus HBV e HCV. Fortunatamente, almeno nel mondo industrializzato, oggi esistono farmaci antivirali altamente efficaci per il trattamento di queste infezioni. In particolare, abbiamo assistito negli ultimi anni a una vera e propria rivoluzione nel trattamento per l’epatite C: la conoscenza approfondita del ciclo di replicazione virale ha permesso infatti lo sviluppo di nuovi agenti antivirali che sono, in soli tre mesi, in grado eradicare in modo permanente l’infezione in tutti i pazienti trattati, inclusi quelli con malattia epatica avanzata o per i quali si siano rivelate inefficaci le precedenti terapie a base di interferone. L’infezione con HCV è dunque il primo esempio di un’infezione virale cronica che può essere eradicata con successo utilizzando solo farmaci antivirali. Per questa ragione oggi è possibile pensare – almeno in linea teorica – di eliminare l’HCV dalla popolazione attraverso il solo uso di farmaci antivirali, anche in assenza di un vaccino che prevenga nuove infezioni.

Contrariamente a quanto avviene nel caso dell’epatite C, da più 30 anni abbiamo accesso a vaccini capaci di prevenire l’epatite B. Nonostante questo, l’epatite B cronica continua ad essere un grave problema di salute pubblica, con 240 milioni di persone cronicamente infettate in tutto il mondo. Le terapie antivirali oggi disponibili, basate sugli inibitori della transcriptasi inversa, riducono il carico virale e migliorano la funzionalità epatica, ma raramente portano a una cura permanente dell’ infezione e si è spesso costretti a continuare il trattamento per tutta la vita, lasciando peraltro un rischio non trascurabile di sviluppare il tumore del fegato a causa della persistenza del virus nell’organismo. É quindi imperativo sviluppare farmaci antivirali altamente efficaci che, autonomamente o in combinazione con le terapie già disponibili, si dimostrino in grado di eliminare in modo completo l’infezione da HBV
Il nostro gruppo è da sempre interessato all’identificazione di bersagli molecolari per l’eradicazione delle infezioni croniche virali. Dopo aver fornito diversi importanti contributi alla scoperta dei farmaci anti-HCV, stiamo ora concentrando il nostro sforzo sull’analisi molecolare dell’infezione da HBV allo scopo di identificare fattori virali o cellulari che potrebbero diventare bersagli terapeutici al fine di ottenere una cura permanente per l’epatite cronica B.
Una ulteriore linea di ricerca del nostro gruppo è volta all’identificazione di nuovi meccanismi d’azione da utilizzare per lo sviluppo di nuove terapie antitumorali.

Progetti

  • Progetto CurB: Sviluppo di nuove molecole candidate alla cura dell’epatite cronica B
  • Il ruolo di RNA regolatori coinvolti nella risposta cellulare all’infezione virale e nella persistenza del virus HBV
  • Il ruolo delle fosfatidilinositolo 4-chinasi (PI4K) e delfosfatidilinositolo 4-fosfato (PI4P) nelle infezioni virali croniche e nel cancro

Team

Nome / NameRuolo / RoleEmail
Francesca Aredia, PhDPost Docaredia@ingm.org
Matteo ContiLaboratory Technicianconti@ingm.org
Lorena DonniciLaboratory Techniciandonnici@ingm.org
Eva Gnouamozi GnimahJunior Fellowgnouamozi@ingm.org
Lara Manganaro, PhDSenior Post Docmanganaro@ingm.org

Pubblicazioni

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